Proseguendo per Via San Giorgio, si arriva al Capitello delle Sette Strade, tipico esempio di devozione popolare delle nostre campagne posto all’incrocio di più strade; recentemente è stato ridipinto dal pittore di origini sampolesi Padre Franco Verri, dei Giuseppini del Murialdo. Nelle quattro nicchie sono affrescati San Giorgio che uccide il drago, la Madonna con il Bambino, San Paolo con la daga, quest’ultima simbolo delle sue epistole “taglienti come la lama della spada”, mentre nell’ultima troviamo un crocifisso opera giovanile dello scultore Gianni Aricò.
Dal capitello inizia la via Guizza che conduce al Tempio votivo della Beata Vergine di Lourdes, consacrato l’11 febbraio 1923 per un voto fatto alla Madonna a causa delle continue grandinate.
Nel centro di San Polo di Piave, si nota subito l’imponente complesso dell’Agenzia Agraria dei Connati Papadopoli, oggi proprietà Giol, con le famose cantine dove il vino è tuttora invecchiato in botti di rovere. La proprietà fondiaria era costituita da molte grandi case coloniche, ognuna individuata con il proprio nome e con lo stemma dei Papadopoli, edifici che ancor oggi incontriamo lungo le vie di campagna di San Polo. L’effige araldica della fenice risorta dello stemma dei Connate Papadopoli è stata riportata in questi anni sulle etichette delle bottiglie di vino di numerose cantine private, per identificare il luogo di provenienza dei prodotti. Poco oltre l’Agenzia Agraria, si apre Piazza Nicolò Papadopoli, intitolata il 1°_maggio 1922 alla memoria dell’illustre Senatore del Regno e benefattore del paese; è uno scenario unico e stupendo sul quale si affacciano il Castello, il Palazzo Bertoni, oggi sede Municipale, il Palazzo Gabrieli e la Chiesa Arcipretale,intitolata alla Conversione di San Paolo.